1. Nessuno sa quali strumenti AI vengono usati
Se l'organizzazione non sa se vengono usati ChatGPT, Copilot, Gemini, Claude o tool verticali con funzioni AI, manca il primo presupposto: la mappatura.
L'uso dell'AI in azienda spesso nasce dal basso: un dipendente prova ChatGPT, un consulente usa Copilot, il marketing genera testi con Gemini, l'amministrazione usa strumenti AI per riassumere documenti. Il problema non è l'uso dell'AI in sé, ma l'assenza di regole minime, tracciabilità e controllo.
Molte organizzazioni usano già strumenti di intelligenza artificiale generativa senza aver chiarito chi li usa, con quali account, quali dati vengono inseriti e se gli output vengono verificati.
Questo contenuto ha finalità informativa e organizzativa. Non costituisce parere legale, audit, certificazione o classificazione definitiva dei sistemi AI.
Il Regolamento UE 2024/1689 adotta un approccio basato sul rischio e impone di considerare ruoli, usi, responsabilità e livello di controllo sugli strumenti AI. Anche quando non si è sviluppatori di sistemi AI, l'utilizzo interno di strumenti generativi può richiedere regole operative, istruzioni ai collaboratori e documentazione minima.
Se l'organizzazione non sa se vengono usati ChatGPT, Copilot, Gemini, Claude o tool verticali con funzioni AI, manca il primo presupposto: la mappatura.
L'uso di account personali riduce controllo, tracciabilità e possibilità di applicare regole interne su dati, prompt e output.
Senza una policy, dipendenti e collaboratori non sanno quali usi sono consentiti, quali richiedono autorizzazione e quali dati non devono essere inseriti nei tool.
Un registro consente di documentare strumenti, reparti, finalità, dati trattati, output prodotti, controllo umano e stato di approvazione.
Contratti, dati clienti, documenti interni, informazioni commerciali, dati del personale o credenziali non dovrebbero essere inseriti in strumenti AI senza istruzioni e valutazioni adeguate.
Quando un output generato o supportato da AI viene usato verso l'esterno, il rischio operativo e reputazionale aumenta, soprattutto se manca una revisione umana sostanziale.
Ogni nuovo strumento AI dovrebbe essere valutato prima dell'uso: finalità, dati, account, reparto, output, controllo umano e possibili aree sensibili.
Una governance AI minima non serve a bloccare l'innovazione. Serve a rendere l'uso degli strumenti più ordinato, documentato e coerente con ruoli, dati e processi aziendali. Il punto di partenza è semplice: mappare, definire regole, documentare e aggiornare nel tempo.
AI Act Policy Kit consente di completare un assessment operativo e scaricare un kit documentale modificabile con report, policy interna, checklist dipendenti, registro strumenti AI e procedura per valutare nuovi tool.
Completa l'assessment e scarica il kit